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Un lungo viaggio psichedelico, egocentrico e provocatorio

Enter the Void”, l’ultima fatica dell’eclettico Gaspar Noè arriva finalmente in Italia con due anni di ritardo, distribuito coraggiosamente da BIM. Dopo il disturbante stupro ai danni di Monica Bellucci in “Irreversible”, il regista argentino torna a Cannes nel 2009, pronto ancora una volta a stupire e a far storcere il naso a critica e pubblico. Ambientato in una Tokio decadente, il film narra le vicende di Oscar (Nathaniel Brown), un giovane spacciatore dipendente da DMT (una potente sostanza allucinogena) e di sua sorella Linda (Paz de la Huerta), ballerina in un night club. I due dopo aver perso entrambi i genitori in un incidente stradale, hanno maturato un legame così forte da diventare ultraterreno…

Un lungo viaggio psichedelico impregnato di droga e sesso, sospeso in un limbo tra la vita e la morte per un’opera imponente, discontinua e ridondante, ma visivamente impressionante. Noè ci catapulta dentro la storia a modo suo: le vicende vengono mostrate dal punto di vista di Oscar in tre modalità: un’inquadratura soggettiva attraverso gli occhi del protagonista, un’inquadratura in terza persona (stile videogame) utilizzata per i ricordi e un’inquadratura esterna, fluttuante, che rappresenta lo spirito, il viaggio. La narrazione è intervallata da numerosi flashback e da sequenze lisergico-epilettiche in CGI.

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Sono lontani gli “Happy Days” in cui Ron Howard faceva ridere

Ronny (Vince Vaughn) e Nick (Kevin James) sono inseparabili amici fin dai tempi del college e ora soci in affari. Nick è sposato da molti anni con Geneva (Winona Ryder) mentre Ronny non si è ancora deciso a fare altrettanto con Beth (Jennifer Connely). Quando Ronny è finalmente pronto a chiedere la mano di Beth, scopre casualmente che la moglie dell’amico ha un’amante. Sconvolto da questa rivelazione non sa se raccontare tutto a Nick o vivere tormentato da questo segreto.

“Il Dilemma” è una commedia drammatica di stampo classico che mette sulla bilancia i valori dell’amicizia, dell’amore e della fedeltà per sviluppare il tema: “non si può mai conoscere veramente qualcuno”. Un film per i periodi di stallo al botteghino dove si ride poco e ci si deprime più del previsto. L’idea chiave della sceneggiatura di Allan Loeb (“Due cuori e una provetta”, “Mia moglie per finta”) è il poco amletico (e molto pragmatico) dubbio di cui è vittima il protagonista: un nodo che non regge per le due lunghe ore della storia dove tra vari riempitivi, equivoci e fraintendimenti, Ronny manda la sua vita sentimentale a rotoli per amore della solida amicizia con Nick.

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un film dove gli interrogativi (e i bugiardi) sono tanti e l’azione non lascia tempo alle risposte

Tra gli anni ‘80 e ‘90 l’Unione Sovietica ha inviato nei paesi occidentali delle spie “dormienti”. Queste persone insospettabili e perfettamente integrate, conducono una vita normale fino al “giorno x”, giorno in cui si “attivano” per portare a termine una serie di attacchi terroristici contro gli Stati Uniti. L’agente della CIA Evelyn Salt (Angelina Jolie), dopo tante missioni per il suo paese e il matrimonio con l’amato Mike, viene accusata da un disertore di essere una di queste spie. Scappa lasciando dietro di se il terribile dubbio. Evelyn Salt si “attiverà” veramente per uccidere il presidente russo in visita a New York City, scatenando così una guerra tra le due nazioni?

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Un dramma sul mondo della boxe non solo per gli sportivi

Era dai tempi de “L’uomo senza sonno” che non vedevamo un Christian Bale così magro ed emaciato per un ruolo cinematografico. In “The Fighter”, il nuovo film di David O. Russell, l’attore interpreta un ex pugile tossicodipendente in una storia dove le vicende sportive si scontrano coi drammi familiari. Tratto dalla storia vera del campione dei pesi welter “Irish” Micky Ward e del  fratellastro Dickie Eklund, il film doveva essere diretto inizialmente da Darren Aronofsky, che ha poi abbandonato il progetto per realizzare “The Wrestler”.

“The Fighter” racconta la difficile scalata per il titolo mondiale di Micky (Mark Wahlberg) e gli ostacoli che incontra proprio all’interno della sua famiglia. Suo fratello Dickie, (Christian Bale) dopo aver gettato all’aria la sua carriera, vuole allenarlo, ma finisce spesso per stare a casa e fumare crack in preda ai ricordi del passato. Sua madre Alice (Melissa Leo), gli fa da manager, organizzando incontri che lo stanno rovinando solo per intascare qualche dollaro. Frustrato e deciso ad abbandonare la carriera, Micky troverà la forza di proseguire senza la famiglia grazie all’incontro con la bella barista Charlene (Amy Adams).

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