Browsing all articles in Thriller

Una favola nera d’azione con un killer adolescente

Un film adrenalinico ad alta tensione che racconta la storia di Hanna (Saoirse Ronan) un’adolescente di 16 anni che vive con suo padre Erik (Eric Bana) nelle terre ghiacciate e selvagge della Finlandia. Addestrata per diventare un killer, un’assassina fredda e spietata, Hanna vive la sua infanzia in estremo isolamento, lontana dalla civiltà e dalla moderna tecnologia: conosce il mondo attraverso le neutre definizioni che trova nelle enciclopedie e si addormenta con le favole dei fratelli Grimm. Come ogni teenager Hanna ha il desiderio di “uscire fuori” e questa opportunità le sarà data dalla sua prima missione: uccidere Marissa Wiegler (Cate Blanchett), agente della CIA responsabile della morte di sua madre.

Sulla scia delle spy story di ultima generazione, come la trilogia di “Bourne” e “Salt”, il film di Joe Wright ci presenta un personaggio enigmatico in fuga. Una fuga che scioglie i nodi narrativi e fa luce sulla giovane eroina (e finalmente un finale che risponde a tutti gli interrogativi). In questo viaggio (che ha una geografia bizzarra: dalla Finlandia al Marocco, dalla Spagna fino in Germania) la tensione rimane sempre alta: l’eroe è braccato e le scene d’azione abbondano. La chiave della suspense è il mistero che aleggia attorno alla protagonista e alla sua natura, ma in Hanna c’è di più: il passaggio dall’isolamento alla civiltà moderna, proprio nel momento in cui l’adolescenza si scontra con la pubertà, conferisce profondità al personaggio e dà la possibilità di inserire nella pellicola dei siparietti che si avvicinano alla commedia senza sminuirne il dramma. Il tutto è condito da una spruzzata di favola nera che cita proprio i fratelli Grimm.

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: +1 (from 1 vote)

un film dove gli interrogativi (e i bugiardi) sono tanti e l’azione non lascia tempo alle risposte

Tra gli anni ‘80 e ‘90 l’Unione Sovietica ha inviato nei paesi occidentali delle spie “dormienti”. Queste persone insospettabili e perfettamente integrate, conducono una vita normale fino al “giorno x”, giorno in cui si “attivano” per portare a termine una serie di attacchi terroristici contro gli Stati Uniti. L’agente della CIA Evelyn Salt (Angelina Jolie), dopo tante missioni per il suo paese e il matrimonio con l’amato Mike, viene accusata da un disertore di essere una di queste spie. Scappa lasciando dietro di se il terribile dubbio. Evelyn Salt si “attiverà” veramente per uccidere il presidente russo in visita a New York City, scatenando così una guerra tra le due nazioni?

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: +1 (from 1 vote)

Giallo è un serial killer psicopatico che a Torino sta terrorizzando le giovani e belle ragazze straniere, sfregiandole orribilmente prima di ucciderle. L’investigatore Avolfi (Adrien Brody) si metterà sulle sue tracce insieme a Linda (Emmanuelle Seigner), la sorella di una sua possibile vittima.

Film diretto da Dario Argento nel 2008 e ancora latitante nelle sale (preannunciato a Cannes ma trasmesso solo per gli addetti ai lavori, la pellicola ha fatto capolino al Festival di Edimburgo, e poi a quello di Pusan in Corea), Giallo è effettivamente quello che ci dice il titolo e non molto di più: un giallo.

Le recenti produzioni del Maestro del brivido hanno l’arduo e infelice compito di essere paragonate ai lavori di vecchia data, uscendone purtroppo sempre sconfitte.

Valutare Giallo, senza guardare alle sue spalle, non è ugualmente un compito facile.

Pupi avati ritorna al thriller

Una scala che scriocchiola, una bufera di neve, una notte buia e tempestosa, un delitto efferato e un mistero irrisolto…Così Pupi avati ritorna al thriller. Thriller che, come nella tradizione di un filone tipico degli anni ’40 ruota intorno ad una casa su cui aleggia un mistero (La scala a chiocciola, Rebecca o Jane Eyre). Su questo modello cinematografico Avati costruisce il suo film: ci porta nella provincia americana, in una situazione al limite del reale, dove tutti i personaggi hanno qualcosa da nascondere, ogni situazione sembra misteriosa, e la protagonista, che già da parte sua ha un passato non chiaro, ricostruisce con un incedere lento, un puzzle, dove i pezzi a volte si incastrano a volte si perdono…

Come già per “la casa dalle finestre che ridono” o “L’arcano incantatore” Avati la tira per le lunghe prima di arrivare, ad un momento di “azione”, e viene da chiedersi se il suo vero scopo non sia creare un sentimento di inquietudine, dei “piccoli brividi” nello spettatore, piuttosto che far crescere la suspance per un colpo di scena finale abbastanza prevedibile e rivelato da diversi “indizi” più o meno evidenti.

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 0 (from 0 votes)