L’immaginifica fine del mondo di Lars Von Trier
Nella fine del mondo di Lars Von Trier non c’è un Dio, non c’è un Salvatore, la natura fa una pulizia cosmica danzando sulle note di Wagner; un destino ineluttabile che arriva posandosi come un velo di malinconia, follemente poetico ed emozionante. Nelle sale italiane dal 21 ottobre, “Melancholia” è un dramma più psicologico che apocalittico, che nasce da momenti bui e depressivi vissuti del regista danese.
Il rapporto tra due sorelle, Justine (Kirsten Dunst) e Claire (Charlotte Gainsbourg) mentre il pianeta interstellare Melancholia si avvicina pericolosamente alla terra. La pellicola è divisa in un prologo e due capitoli. Sulle note del “Preludio” di “Tristano e Isotta” immagini simboliche e surreali narrano sino alla fine un film che dobbiamo ancora vedere, in una modalità estetica già utilizzata in “Antichrist”. Il primo capitolo racconta la lenta caduta in depressione di Justine nel giorno del suo matrimonio, in un folle vortice di rapporti con i familiari, gli ospiti e lo sposo, e la strana influenza di una stella che brilla più delle altre. Il secondo capitolo mostra l’angoscia di Claire (e l’indifferenza di Justine) mentre il pianeta Melancholia è ormai prossimo alla terra con rischio di collisione.
Jarrod (Eric Balfour), e la sua ragazza Elaine (Scottie Thompson) si recano a Los Angeles per il compleanno dell’amico Terry (Donald Faison), che vive in un lussuoso grattacielo con Candice (Brittany Daniel) la sua ragazza. Dopo una festa movimentata, vengono svegliati all’alba da dei fasci di luce bluastra che scendono dal cielo, attirando e risucchiando chiunque si metta a fissarli. E’ l’inizio di un’inspiegabile invasione aliena. Il gruppo di amici dovrà lottare con ogni mezzo per sopravvivere.
“Skyline” è il secondo lungometraggio dei fratelli Strause, i “guru” che hanno realizzato gli effetti speciali delle più importanti produzioni Hollywoodiane degli ultimi dieci anni (da “Titanic” ad “Avatar”). Dopo il pessimo esordio alla regia di “Aliens vs Predator 2”, non si sono scoraggiati, e con la loro società di FX, la Hydraulx, hanno girato “Skyline” in 42 giorni, con una troupe di 20 persone. Le riprese sono state fatte nell’appartamento di Greg Strause e nel relativo complesso residenziale. Si tratta quindi di una produzione indipendente per un curioso blockbuster low cost.
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