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Addio Cagliari, piccola città in salità. Addio ai cinema chiusi in via roma, al porto, dove si prendono poche navi, al molo, che fa un freddo cane da vedere i galeoni dei pirati all’attacco con capitan uncino. Addio ai filobus senza le rotaie, alla stazione dei treni che fa l’occhiolino a mc donalds e valburger.  Addio a viale merello, che quando ha gli alberi, sembra un po abbey road, a viale frà ignazio che fa sudare a chi studia e a chi ci passa solo.  Addio a viale buon cammino, paesaggio di sbarre e ritratto di bel vedere, al castello,  che congela il viso nelle strade tortuose, a via dante che è troppo lunga per essere una strada di provincia. Addio alle sfumature di grigio del poetto e a piazza San Bartolomeo, che aspetta un regista neorealista immersa nella mia brughiera notturna… ragazzi mi fate incazzare perchè mi fate dispiacere di partire.

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Ho già i brividi, presto li avrete anche voi…..

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Un tavolo può essere innocuo, o può avere angoli……….A voi la sentenza e la fantasia.

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L’amore lega, fa impazzire, uccide. Kitano porta le sue bambole nella vita quotidiana, spiazza, ma a modo suo rimane fedele al suo cinema. Dolls è abbastanza reale per essere compreso ed abbastanza surreale da essere poetico. I colori escono dallo schermo per schizzare direttamente dentro le pupille. Una pellicola che affascina, immedesima, impressiona.

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